Teoria delle aperture

Moderni database e scelta di un repertorio: un disegno elementare di ricerca

In questo articolo si tratta una bozza di un lavoro di ricerca che richiede una lunga gestazione prima di poter iniziare a dare i suoi frutti.

Negli ultimi anni si è sviluppato enormemente anche fra giocatori di livello amatoriale l’uso di database per la preparazione scacchistica, prevalentemente per la fase iniziale della partita (apertura)

I libri di apertura tipo i powerbooks di fritz riportano dei dati statistici che etichettano questa o altra mossa come buona o meno, in base agli scores realizzati su un numero enorme di partite.

Le varianti migliori normalmente hanno un rapporto di 52% a 48%, nel senso di probabilità di fare almeno mezzo punto su cento partite. Gioco 100 partite con il bianco e dovrei realizzare quindi 52 punti contro i 48 del nero.

Le statistiche così calcolate sono comunque grossolane , per una serie di motivi

  1. Le statistiche sono fatte su un elevatissimo numero di partite e spesso i moderni database sono riempiti da partite giocate da debolissimi giocatori o in tornei rapidi, se non lampo

  2. Non è chiaro come gli errori si distribuiscano negli scacchi, né tanto meno la correlazione tra sistema di apertura scelto ed errore nel mediogioco e nel finale (sempre che tale correlazione esista)

  3. Alcune varianti sono cattive solo perché vengono adottate con più frequenza da giocatori con un punteggio ELO mediamente più basso dei loro avversari. Anche in questo caso non è chiaro se tali aperture siano intrinsecamente deboli oppure se si tratta di un semplice fatto di modai

    Questi tre punti, non esaustivi, sono alla base di un ragionamento attorno alla problematica.

Ristabiliamo uno schema logico-guida dell’analisi:

a) L’obiettivo della ricerca è di correlare il risultato della partita a scacchi con il sistema di apertura scelto

    b) a seguito del punto 1 non abbiamo database raffinati, cioè in cui le partite siano state selezionate in base a criteri qualitativiii

  1. In relazione al punto 2,per esempio, i finali derivanti dalla Scheveningeniii dovrebbero risultare migliori per il Nero. Giocatori deboli però potrebbero mai arrivarci a causa delle loro ridotte capacità difensive, infatti non sopravviverebbero all’attacco naturale del bianco contro l’ala di re. Pertanto i risultati a favore del Bianco potrebbero essere gonfiati, in quanto “ i giocatori difensivi sono una specie molto rara al di sotto della categoria magistrale (Larsen 1974iv)

    d) Un esempio può essere la difesa Cigorin prima e dopo l’adozione da parte di Morozevich, oppure altre varianti considerate minori ma che in realtà racchiudono una ricchezza sconosciuta (La variante Chebanenko della Slava, la variante Godena della difesa Semi-Slava). Oppure ancora aperture riesumate dopo un lungo abbandono (il ritorno alla Scozzese da parte di Kasparov)

UN ESEMPIO

Elementare esercizio ai fini della ricerca

Variante Najdorf

1.e4 c5 2.Cf3 d6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Cc3 a6 6.Ae3 Cg4

statistiche-1-najdorf1

Questa variante verrà analizzata su due universi campionari:

a) partite giocate tra il 2000 e il 2008 da giocatori di ELO 2600-2800

b) partite giocate tra il 2000 e il 2008 da giocatori di ELO 2000-2299

Il primo universo campionario potrebbe venire inquinato da partite giocate on-line in cui i giocatori vengano riportati con il loro ELO relativo al gioco on-line. Spesso questi Elo sono stratosferici (arrivano fino a 3000); la soglia dei 2800 dovrebbe effettuare un’operazione di “pulizia” da queste partite, senza però la garanzia che ELO di gioco on-line più bassi restino nel campione da sottoporre ad analisi.

Nel secondo campione si osserverà il risultato della variante da parte di Candidati Maestri e Maestri nazionali, escludendo la soglia per il raggiungimento del titolo di maestro FIDE.

Intermezzo

Uno strumento interessante verrebbe dato dalla possibilità di interfacciare un motore di analisi di alto livello con un software di analisi statistica. Processando un dato numero di partite e individuando le oscillazioni della valutazione si potrebbe conoscere la distribuzione degli errori e l’eventuale correlazione con il sistema di aperture a, b, c, …..,

Campione A giocatori con Elo tra 2600 e 2800

grafico-2

Campione B , giocatori con ELO 1800-2299

grafico1

La prima sorpresa è che la mossa 6…Cg4 è più popolare tra i candidati maestri che i Gm; se le partite vengono caricate nel database secondo i flussi normali dei tornei potrebbe essere che i secondi giocano meno dei primi? Altra spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che la mossa Cg4 è una mossa pota albero, nel senso che evita il filone principale della variante, e che quindi venga apprezzata di più dai giocatori di categorie inferiori.

Nel gruppo B l’apertura non sembra influire molto sul risultato finale che resta perfettamente equilibrato.

Nel gruppo a invece il Bianco ha il sopravvento, in maniera molto netta, tanto da far pensare a una cattiva variante per il Nero.

In assenza di comparazioni una conclusione è impossibile, si possono solo trarre delle ipotesi. La durata media delle partite del gruppo A è di 44 mosse , mentre quella del gruppo B è di 40. Le partite dei dilettanti sono più brevi. Un altro dato è quello delle miniature. Escludendo le patte infatti le partite che hanno un vincitore sotto le 30 mosse sono così distribuite:

29 partite per il gruppo B, 16-13 per il bianco (media mosse 23 55,5% a 44,5%)

Nel gruppo A nessuna partita è finita con un vincitore sotto le 30 mosse, a causa ovviamente dell’alta conoscenza delle aperture da parte dei professionisti. In ogni caso anche nel gruppo b non sembra esserci una tendenza alla vittoria in apertura (le 29 partite sotto le 30 mosse rappresentano il 17% circa del totale di partite finite con un risultato diverso dalla patta).

Una riflessione non conclusiva

Sembra che a livelli di gioco di ELO 1800-2299 la variante non conferisca nessun vantaggio ad alcun colore perché molto probabilmente non è compresa nelle sue sfumature. Nel caso dei professionisti invece la predominanza del Bianco è netta ; la durata delle partite attorno alle 40 mosse fa pensare al fatto che l’apertura dia al Bianco un vantaggio strutturale che si converta in vantaggio vincente abbondantemente prima del finale.

i Per la moda nelle aperture degli scacchi si legga Portisch and others How to open in a chess game RHM Press tradotto in italiano I segreti delle aperture, Roma 1988,Prisma Editori

iiUno dei modi più rapidi di cernita delle partite in grandi database è quello di usare dei filtri basati sul punteggio ELO. Il limite di questo strumento è però palese nel caso di interessi di ricerca basati sull’evoluzione dei sistemi di apertura ed eventualmente sui loro risultati, in quanto i giocatori migliori ante-1970 non hanno punteggio ELO. Una soluzione potrebbe essere quella di calcolare tutto il punteggio ELO di tutti i giocatori presenti nel database, partendo da un ELO di partenza fissato per convenzione.

iiiLa partita modello della superiorità del “piccolo centro” nel finale è la Ermenkov-Tal Riga 1981. Shereshevsky e Slutsky Mastering the Endgame vol.1 Pergamon Chess, Oxford 1991

ivOpera citata

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